Giornata mondiale della felicità, l’esempio del Bhutan

Il 20 marzo è stato scelto dall’ONU come giornata mondiale della felicità. La ricorrenza è stata istituita nel 2012 dall’Assemblea delle Nazioni Unite ed è accompagnata dalla pubblicazione del “World Happiness Report”, una ricerca che incorona il Paese più “felice” del mondo.

Photo: APP al Cinema

La convocazione dell’Assemblea Generale dell’ONU nell’anno 2012 era stata chiesta dal Bhutan. Scopo dell’incontro: prendere in considerazione un nuovo indice economico per una nazione, di certo più attendibile del PIL, il Prodotto Interno Lordo.

Qualche notizia sul Bhutan: Il 39enne Jigme Khesar Namgyel Wangchuck dal novembre 2008 è il Re di questo piccolo regno buddista himalayano, Il paese del Drago.

Re Jigme ha continuato sulla strada di riforme e investimenti per il suo paese, come suo padre. Ha fatto costruire strade, scuole e ospedali, con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita degli abitanti. Tutto ciò nell’assoluto rispetto della splendida natura e delle sue valli e con estrema attenzione al turismo, che se mal gestito, avrebbe portato il piccolo Stato ad una invasione di persone per fotografare e farsi selfie (terribile) nei vari templi, gompa e monasteri.

Dopo avere studiato in Nepal a Katmandu (ove è nato) il giovane ed illuminato Re ha proseguito gli studi negli Stati Uniti e concluso la sua formazione ad Oxford. Ha condotto, con un mix di saggezza e rispetto delle ancestrali tradizioni, il suo Paese ad una modernizzazione peraltro molto rispettosa della cultura del suo popolo.

Re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck – Photo: Royal Family of Bhutan

Il Re ha voluto creare un indicatore il più attendibile possibile della felicità del suo popolo. Il Bhutan è la prima nazione che riconosce la parità di tre pilastri dello sviluppo economico: il benessere sociale, economico ed ambientale. Tre aspetti molto legati tra loro e che concorrono a definire l’indice FIL : Felicità Interna Lorda, al posto del PIL : Prodotto Interno Lordo.

Fonte Vimeo, tourism Bhutan

Avete letto bene, il valore del FIL (Felicità Interna Lorda) rappresenta dal 1970 per il Bhutan il vero indicatore del livello di salute, vita e felicità del suo popolo.

Sarebbe interessante verificare tale indice FIL nelle nazioni cosiddette avanzate per avere notevoli sorprese. Gli indicatori economici stanno mostrando ampiamente la loro incapacità di cogliere il lato umano e descrivere socialmente quali sono le tensioni e criticità di una nazione oltre che le speranze.

Il 20 marzo, con la giornata mondiale della felicità l’ONU tenta di riportare l’uomo al di sopra delle variabili economiche, come l’indicatore del PIL di una nazione. l’ONU chiede ai governi :

“…un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eliminazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone, riconoscendo che la ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità”.

Sfida assai difficile, vista la centralità assunta dal denaro in tutto il mondo. Però smettere di credere nella nobiltà dei soldi è opera che noi tutti dovremmo fare. Valori come dignità, onore, altruismo, onestà e solidarietà spesso mal si coniugano con il denaro. Denaro che sempre meno ci può indicare quanto siamo felici e contenti della nostra vita di cittadini del mondo.

Di grande importanza è l’impegno dei Governi di promuovere a cascata tutta una serie di eventi a livello nazionale, regionale e cittadino alla scopo di coinvolgere e sensibilizzare i cittadini. La giornata mondiale della felicità e del benessere vorrebbe ricordare a noi tutti la qualità imprescindibile della vita, al di là dei parametri economici e del denaro.

Non ho visitato il Bhutan, ma ne avrei molta voglia. Ho però viaggiato in Nepal, India, Tibet e nel vicino Ladakh e credetemi vale davvero ciò che ci diceva un Monaco tibetano che ci aveva guidato per un po’ nel suo Paese:

Turista, tu non puoi cambiare nulla del nostro Paese, ma il nostro Paese di certo ha cambiato te per sempre…

La Redazione
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