Abbandonarsi all’intuizione per creare

“Abbandonarsi all’intuizione per creare” è il mantra di Giulia Vignetti: designer marchigiana che crea gioielli incastonati nei quadri. Vive al centro di un’Italia operosa e Ancona è la città dove i sogni, come a New York, si avverano a patto che tu li persegua dando loro la sola possibilità che chiedono.

Giulia si laurea in architettura a Firenze e la sua professione la porta a progettare, ricercare, restaurare e valutare. Da sempre la accende l’urgenza di appartenere alle cose e agli ambienti in una reciprocità che è la sua vera intuizione. In una famiglia che la educa alla musica, e che la vorrebbe seduta al pianoforte, lei sceglie il violino perché è uno strumento che può essere portato ovunque. Così è proprio nella vicinanza dei corpi tra loro, che ricorda la simbiosi, Giulia Vignetti tratteggia le linee essenziali della sua modalità espressiva.

I suoi quadri contengono dei gioielli che possono essere tolti e, una volta indossati, rimessi al loro posto. Riconsegnati all’origine dopo che in qualche modo sono stati messi in libertà o temporaneamente prestati al mondo là fuori: intuizione questa che non abbandonerà mai nella sua ricerca poetica.

Se ci pensiamo la destinazione di ognuno è simile a quella di questi monili, – spiega Giulia – continuiamo ad interrogarci mentre sperimentiamo spostamenti in grado di svelarci il mistero, la differenza la fa il modo in cui ci riconsegniamo sempre all’identica domanda” 

Fuori dal quadro i pezzi ornamentali continuano a respirare accanto a chi li indossa, addosso a chi li sposta. Possedere un’opera di Giulia Vignetti da una parte è avere un quadro con dentro un gioiello, ma dall’altra è accedere al doppio che è nelle cose. E’ il dritto e il rovescio che c’è nel tennis ma anche quello del lavoro a maglia e, per chi l’ha provato, è l’intuizione che accade e crea.

E l’intuito di Giulia nuovamente illumina il genio: l’uso della materia si fa tramite con materiali di recupero come carta, metallo, plastica, scarti dell’edilizia come lamiere, laterizio e rivestimenti di varia natura. Costituisce ancora una volta il punto di contatto tra due realtà: il mondo dei preziosi e quello dell’alta bigiotteria dove ancora una volta è la ricerca l’ambito della sua attività professionale.

Impreciso e indefinito, sono due termini che sento molto miei – racconta Giulia – ammetto di avere una forma di attaccamento ai cromatismi e una vera ossessione per gli abbinamenti. Mi affascina l’Oriente per come riesce a suggerire l’essenzialità nell’arte, il minimo del loro design si abbina perfettamente al mio modo di raccontare me stessa” .

“Tentata permanenza” su tela e pendente di Giulia Vignetti

Oggi una nuova mostra d’arte e gioielli si tiene a Milano nella galleria Rossini in un concorso che indaga il tema della rinascita.

Rinascere: questo verbo all’infinito che contiene mille potenzialità, interroga artisti, orafi, scultori e poeti a ragionare sul recente destino di restare appesi a una contemporaneità misteriosa. “Tentata permanenza” è il titolo dell’ultima creazione in cui un pendente su tela sembra fotografare ancora una volta l’intuizione precisa di questa nostra realtà  incerta eppure multiforme.

Anna Maria Turra
Anna Maria Turra

Scrivo per lo più per farmi largo, sono un’accumulatrice seriale di cose e dettagli, amo ridere anche se spesso e a mia insaputa mi ritrovo in lacrime. Ho pochi difetti ma alcuni sono davvero memorabili. Ghost writer tra narrativa, moda e discorsi di esponenti della politica extraparlamentare, quel che più mi rappresenta è la scrittura di monologhi comici.

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