Come affrontare gli attacchi di panico

L’attacco di panico può capitare ad ognuno di noi. Come affrontarlo?

Come affrontare gli attacchi di panico

Silvia sta preparando la valigia per andare in vacanza. Dopo un faticoso anno di lavoro nello studio di un avvocato come praticante già assapora il suo viaggio con le amiche. Partiranno nel pomeriggio in aereo per una delle più belle isole della Grecia, è eccitata ed al contempo un po’ in ansia perché ha timore di dimenticare qualcosa a casa.
Di colpo il suo cuore batte a mille, è completamente sudata, angosciata ed il suo corpo è intorpidito. Quasi non riesce a parlare, con il poco fiato in gola chiama Giorgia, la sua coinquilina. Giorgia la fa stendere sul letto, le parla e tenta di rassicurarla. Dopo alcuni minuti che a Silvia sono sembrati ore comincia a sentirsi meglio, smette di sudare ed il cuore rallenta la sua folle corsa. La ragazza è spaventata per quanto le è accaduto così di colpo e senza alcuna avvisaglia.
Silvia ha paura di un infarto, degli sbalzi di pressione e chissà cos’altro, non se la sente di partire e rinuncia al viaggio con dispiacere.
Ho descritto un episodio che possiamo ben inserire nella casistica degli attacchi di panico.

Ma che cos’è un attacco di panico?

La psicoanalisi da Freud in poi ha ricercato il senso profondo dell’attacco di panico che non va considerato un disfunzionamento della persona, un deficit, ma un conflitto più o meno cosciente tra istanze diverse del soggetto e la società in cui quel soggetto si trova a vivere, lavorare ed amare.
La società occidentale del resto pressa costantemente l’individuo verso obiettivi, aspirazioni e performance elevate, in una continua ricerca di “risultati”.
Possiamo leggere l’attacco di panico come una sofferenza, un conflitto tra la persona e la pressione della società. La persona cerca di adeguarsi, accelera, stringe i denti e non ascolta i propri desideri profondi o sacrifica quanto di più intimo ha in sé. L’attacco di panico lo pietrifica, lo spaventa e gli ricorda che prima ci sono le sue istanze emotive e sociali, poi le aspettative della società.

Come affrontarlo?

La prima reazione è quella di recarsi dal medico, il quale prescriverà esami ed accertamenti. Nella stragrande maggioranza dei casi non ci sarà alcuna evidenza clinica ed il medico correttamente parlerà di “attacco di panico”.
Una consultazione psicologica può essere la giusta risposta per cercare di capire quali sono i termini del conflitto interiorizzato, quali desideri sono preclusi e quale aspettative ci pesano eccessivamente. Questo è il primo passo, occorre poi conoscere ed apprezzare i desideri, le aspettative legittime e quelle eccessive, cosa voglio io e cosa vogliono gli altri da me e, soprattutto, che prezzo sono disposto a pagare per tutto ciò.
Così pure ammettere anche i propri limiti, non vivere “fuori giri” e correre… correre dove?

E Silvia?

Nel caso di Silvia i colloqui la aiutano a chiedersi quale prezzo deve pagare per un lavoro che la costringe sempre a restare in ufficio sino a tardi ed è lontano dalle sue aspettative personali, tanto da sacrificare momenti di svago e precludersi la relazione con un ragazzo che le piace ma abita ad un centinaio di chilometri da casa sua.
Silvia ha studiato giurisprudenza per fare contento il papà avvocato, ma non se la sente di intraprendere tale carriera professionale, vorrebbe occuparsi di cooperazione internazionale e lavorare in paesi in via di sviluppo.
L’attacco di panico pone l’interrogativo in modo netto: vuoi fare contenti i genitori e diventare avvocato nello studio del papà o vuoi ascoltare i tuoi desideri e vivere la tua vita? Decidi ora, hai aspettato troppo tempo senza scegliere!
Voi cosa pensate abbia fatto Silvia…?

 

Crediti foto: Joshua Rawson Harris

Massimo Felici
Massimo Felici

Di formazione Psicologo e Psicoterapeuta ho lavorato per molti anni a Milano sia nel mio studio privato che presso Comunità per adolescenti ed Associazioni Onlus milanesi. Sin dall’inizio della mia professione mi sono interessato alle tecniche corporee come il Training Autogeno ed alla bioenergetica, intese come integrazione alla psicoterapia “tramite la parola”.
e-mail: massimofelici52@gmail.com

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