« Alla vita cosi’ com’è” la rinascita dopo la malattia

 « La vita mi aveva dato amore, bellezza, un lavoro gratificante e soprattutto mio figlio Mikhael. Quando mi hanno detto che avevo un cancro mi è crollato il mondo addosso »

"Alla vita cosi com'é " come rinascere dopo la malattia

Cosi’ racconta Giovanna Ferraro autrice di « Alla vita cosi’ com’è » un libro autobiografico che percorre i cambiamenti che hanno travolto l’autrice dopo aver saputo di essere malata di cancro. Una parola che a volte facciamo fatica anche a pronunciare ma che dai racconti di Giovanna esce con una grande naturalezza.

« Alla vita cosi’ com’è » insegna a danzare con la vita e i suoi mutamenti. Come spiega l’autrice che ha presentato il suo libro al Consolato italiano di Nizza, a metà ottobre, nell’ambito della settimana della lingua italiana nel mondo.

Raggiungo Giovanna al telefono e mi colpisce la sua voce chiara e limpida. Parlare di un argomento del genere mette a disagio ma Giovanna è cosi’ serena che rompe ogni indugio e inizia a raccontarmi la sua storia.

« La parola cancro e le poche speranze di una lunga vita sono state, per me, uno shock. Poi c’è stato il rifiuto : la ribellione del corpo e della mente che non volevano credere e accettare quella sentenza. No, non era possibile, non poteva capitare a me. Quando un evento tragico capita agli altri quasi non ti tocca ma quando tu sei il protagonista vieni travolto da tante sensazioni : incredulità, drammaticità, diniego totale » spiega Giovanna.

« In realtà a me è toccata la malattia, ma l’evento tragico potrebbe essere la perdita del lavoro, un divorzio, qualcosa di imprevisto e drammatico che si ha difficoltà ad accettare e ci chiede di mettere in atto dei cambiamenti .

Un evento improvviso cambia le dinamiche di vita di una persona. Ci si rende conto che nulla si puo’ controllare e questo provoca la crisi. Io non ero pronta ed educata al cambiamento. La mia vita scorreva tranquilla nella quotidianità e quando ho saputo di essere malata tutto il mio Universo si è sgretolato piano, piano. Mi sono ritrovata sola, con mio figlio, e la sofferenza è stata grandissima. Ho pensato di morire di « crepacuore » piu’ che di malattia.

Poi è arrivato il cambiamento del mio corpo che mi ha fatto capire che ero malata. Mi sono resa conto che non prendevo abbastanza cura di me stessa ed ero impegnata a soddisfare i bisogni degli altri . E’ iniziato un processo di scoperta e riconciliazione con me stessa»

Com’è avvenuto questo processo di riconciliazione con te stessa?

« Il primo anno della malattia mi lamentavo con tutti ma, nonostante i miei sfoghi, il mio cuore non era in pace. Il passaggio è avvenuto in maniera naturale, ma non per tutti è cosi’, è come un mistero. Ad un certo punto del dolore, nella « notta buia dell’anima » quando nulla è piu’ certo, ho sentito un « click interiore » che mi ha fatto mettere in viaggio. Ho cominciato a volerne sapere di piu’ sul recupero dalla malattia, sulla spiritualità, la crescita personale : leggevo, guardavo film, mi informavo. Ho cominciato a cambiare il mio sguardo, a pensare che poteva essere diverso da come la pensavo… Tutta la mia energia che una volta impiegavo nel lamento l’ho investita in questo nuovo viaggio»

Alla vita cosi' com'è

Un’immagine solare di Giovanna oggi

Si puo’ dire che si è installata una visione diversa delle cose ?

« Sicuramente. Ora considero la malattia un’opportunità che mi ha fatto cominciare un viaggio nel profondo, all’interno di me, dove non ero mai stata. Facevo l’estetista e mi occupavo dei problemi superficiali, rughe, cellulite…Non avrei mai pensato un giorno di poter cambiare il mio sguardo sul mondo. Si, perché quando accade un’inversione completa della tua vita cambiare la propria attitudine è un modo per sopravvivere »

Non bisognerebbe aspettare un evento improvviso per cambiare il nostro sguardo…

« Le occasioni semplici di ogni giorno dovrebbero portarci a rifettere e a guardarci dentro. Non dovremmo aspettare la malattia o un evento tragico per farlo. La malattia che oggi definisco « Benattia » mi ha regalato un’opportuità di crescita e maturità. Mi ha fatto entrare a contatto con le mie emozioni»

Perchè abbiamo bisogno di un’ evento shockante per progredire ?

« In realtà non ne avremmo bisogno, se fossimo educati sin da piccoli ad essere in contatto con noi stessi, con le nostre emozioni. Bisognerebbe creare dentro di noi un vero e proprio spazio per l’imprevisto, invece di pensare che le cose vadano cosi’ come le pensiamo. Ci focalizziamo sempre sulle cose esteriori, il nostro corpo, i soldi, le vacanze… e non ci fermiamo mai a pensare che un giorno o l’altro questo ci potrebbe essere tolto. Deleghiamo la felicità a un momento che non è mai presente. Quando andro’ in pensione mi godro’ la vita, quando entrero’ nella taglia 42 saro’ felice, quando, quando…e intanto ci perdiamo la vita che scorre »

E’ il principio della meditazione, il qui e ora ?

« Esatto, per me non esiste passato e futuro ma solo il presente. Amo « la vita cosi’ com’é ». Le tecniche di meditazione mi hanno insegnato a stare nel momento presente e ad apprezzare le piccole cose : andare a fare una passeggiata, stare con le mie amiche, vedere un film con mio figlio sul divano. Ritagliare del tempo per me : ho cominciato a disegnare vestiti e a scrivere un diario che oggi, grazie ai miei amici, è diventato un libro. I miei occhi sulla vita sono cambiati : ho smesso di pensare che sarei stata felice quando sarei guarita e mi sono goduta lo spettacolo dell’autunno, dell’inverno e della primavera. E’ questa la vita.

Ogni tecnica che ci porta a contatto con noi stessi puo’ essere utile ?

« Certo, ma non solo. Coltivare un interesse e avere un proprio spazio sono fondamentali quando arriva una crisi. E’ solo cosi’ che possiamo entrare di nuovo in contatto con le cose semplici, quelle che contano nella vita. La creatività mi ha aiutata tantissimo in questo percorso.

Qual è il messaggio che vorresti dare al pubblico?

« Vorrei che la mia testimonianza servisse a far capire alle persone che è fondamentale mettersi in contatto con il proprio corpo e ascoltare le proprie emozioni. E’ qualcosa che dovremmo insegnare ai nostri figli . Per esempio sto insegnando a mio figlio che la paura è un’emozione sana e non bisogna chiudersi. Quando si ha paura è legittimo chiedere aiuto »

Giovanna Ferraro, autrice di « Alla vita cosi’ com’è », è nata ad Alessandria della Rocca in Provincia di Agrigento e vive a Imola. La serata letteraria al Consolato di Nizza si inscriveva nel registro degli eventi del comitato di gemellaggio tra la città di Drap nelle Alpi Marittime (Sindaco Robert Nardelli) e quella di Alessandria della Rocca (Sindaco Alfonso Frisco).

Alla presentazione del libro al Consolato di Nizza oltre al Console Generale d’Italia, Raffaele De Benedicts e consorte, hanno onorato l’incontro letterario Laurence Navalesi, Consigliere Delegato alle relazioni frontaliere e alle relazioni con le scuole private e i culti, (in rappresentanza del Sindaco di Nizza Christian Estrosi),  Romain Bianchi, 1° Assessore delegato al Protocollo, all’Alloggio, all’Impiego e agli affari Militari, e il Consigliere Martine Denoyer De Segonzac, entrambi in rappresentanza del sindaco di Drap, nonché Charlotte Boschier Presidente del Comitato di gemellaggio. 

Caterina Luchetti
Caterina Luchetti

Insegnante di Qi Gong, Meditazione e Life Coach. Sono Marchigiana e vivo a Nizza da oltre 11 anni. Il mio percorso è il risultato di tanti incontri e di una sola morale « Nulla accade per caso ».
e-mail: caty.slowlife@gmail.com

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3 Comments

  1. Cinzia
    Cinzia
    13 Novembre 2018 / 17:08

    Bellissima intervista, fa riflettere…

    • Avatar
      Caterina Luchetti
      Autore
      13 Novembre 2018 / 21:30

      Si, devo dire che la serenità di Giovanna é anche più’ “spiazzante”. A pensare che a volte andiamo in panico per nulla. Si, direi che c’è molto da riflettere….

  2. Avatar
    Aaa
    22 Gennaio 2019 / 22:09

    Era come ora ora come era

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