Come scegliere tra Yoga e Qi Gong

Qual é la differenza tra lo Yoga e il Qi gong? Come e perché  scegliere una pratica piuttosto che l’altra.

Qi Gong e Yoga la differenza

Yves Réquéna nella pratica del Qi Gong

E’ una domanda che mi viene posta spesso ed è per questo che ho deciso di approfondire la questione interpellando un’ Autorità in merito : Yves Requéna – Direttore dell’Istituto Europeo di Qi Gong. Entrambi abbiamo un passato nello Yoga e sapevo che non sarebbe stata una cosa semplice parlare della differenza tra le due pratiche. In effetti, dopo ore di conversazione, ci siamo resi conto che si potrebbe scrivere un libro sull’argomento.

Sono davvero due pratiche capitali che fondano le proprie radici su due culture diverse tuttavia piene di similitudini. Guardiamo insieme le macro-differenze.

« Tra lo Yoga e il Qi gong ci sono molte similitudini e poche differenze, tuttavia entrambe le pratiche si distanziano l’una dall’altra.

Partono da un’unico obiettivo : far fluire liberamente  l’energia,  « Qi » per il Qi Gong  e « Prana » per lo Yoga, favorendo una sensazione di benessere e lucidità che permette di migliorare la vita quotidiana.

Altri punti in comune sono il distaccamento emotivo dalle situazioni, il superamento dai condizionamenti (sociali e familiari), la liberazione della coscienza per arrivare alla « saggezza » spiega il Dr Requena

Yves Requena Yoga

Yves Réquéna nella pratica dello Yoga

Qual è il significato del nome Yoga e Qi Gong ?

« La radice del nome Yoga deriva dal sanscrito « Joug » che significa  unire. Invece il nome originale del Qi Gong è « Dao In » composto da « Dao » cammino e « In »guidareche significa « far fluire l’energia in coscienza » Nello Yoga l’energia circola attraverso le posizioni statiche. Nel Qi Gong l’energia fluisce con i movimenti e con l’aiuto dell’intenzione « Yi ». Il movimento è spontaneo e naturale, sia per il corpo che per la mente »

Prima di consacrarsi al Qi Gong ha praticato parecchio Yoga ci racconti la sua esperienza ? 

« Ho cominciato a praticare Yoga e avevo una visione mistica della disciplina : immaginavo di diventare vegetariano, di praticare l’astinenza sessuale e di partire in un Ashram in India. Non ho fatto mai nessuna delle tre cose…Quando ho incontrato il Qi gong è stato un colpo di fulmine e la ricerca dell’armonia, in questa disciplina, mi ha conquistato.

Ritornando allo Yoga, ci sono delle posture fisse da mantenere a seconda del nostro allenamento, flessibilità e forza. Il vantaggio è sviluppare la flessibilità del corpo, lo svantaggio è che la pratica si svolge in un circuito chiuso, esattamente come la filosofia indiana. Siamo concentrati in primis sul nostro corpo e non siamo in comunicazione, in ogni caso volontario, con il cielo, la terra e le stelle.

La pratica dello Yoga apre  sicuramente lo spirito , ma non attraverso la postura e se mi sbaglio amerei ricevere l’opinione contraria degli insegnanti di Yoga.

Ho cominciato Yoga quando frequentavo « Lettere moderne » a Nizza, prima di dirigermi verso Medicina, e praticavo tutti i giorni sulla spiaggia in comunione con la Natura ma quando mi mettevo nelle posture « Asana » non mi occupavo nè del cielo, nè della terra.

Nel Qi Gong la maggior parte delle posture è in movimento, ripetute piu’ volte e ritmate dalla respirazione. Quando inspiriamo il « Qi » arriva dall’esterno, dalla Natura, quando espiriamo rilasciamo la vecchia energia già « utilizzata ». Il corpo entra in una fase armonica,  di scambio reciproco con l’energia della natura. La ripetizione dei movimenti è un’altra grande differenza rispetto alla staticità delle posture dello Yoga. Nel Qi gong il corpo si aggiusta, piano piano, nella postura corretta. Si sviluppa quindi una certa flessibilità, ma non è intenzionale è naturale »

La differenza delle pratiche riflette i diversi principi teorici delle due discipline ?

« Uno degli aspetti piu’ interessanti dello Yoga e del Qi Gong risiede proprio nei pricipi filosofici e teorici che hanno ispirato entrambe le discipline. Ed è qui che cominciamo a parlare di vere e proprie differenze, soprattutto culturali.

Le piu’ antiche tracce dello Yoga le ritroviamo nello Yoga- Sutra di Patanjali (II sec. A.C.) che fonda le sue radici nella cultura Ayurvedica, l’induismo e il Buddismo. Lo scopo dello Yoga-Sutra è il « risveglio spirituale » per distaccarsi dal mondo e dalla sua realtà illusoria. L’ Hatha Yoga è una recente forma (XII sec D.C.) che cerca nella perfezione del corpo una chiave d’accesso per la liberazione spirituale. Le tecniche dello Yoga sono utilizzate per mantenere il corpo in salute e lo spirito calmo, con l’aiuto della meditazione.

Il cammino originale nello Yoga- Sutra proposto da Patanjali si articola in 8 tappe, che corrispondono a regole di vita che uno « Yogi » deve rispettare :

  1. « Yama » rappresenta i doveri morali nei confronti degli altri e di se stessi
  2. « Nyama » è la disciplina e la capacità di misurarsi con la pratica quotidiana
  3. « Asana » è la postura stabile e confortevole
  4. « Pranayama » è la tecnica della respirazione
  5. ” Pratyahara” è il benessere che non dipende dai sensi
  6. « Ekagrata » riguarda lo stato della concentrazione
  7. « Dyana » è la fase della meditazione
  8. « Samadhi » riguarda uno stato ultimo di contemplazione e unità. In questo stadio la dualità della materia svanisce.

Attualmente l’Hata Yoga si sviluppa con le posture « Asana » accompagnate dalle tecniche di respirazione  Pranayama” la concrentrazione « Ekagrata », la fase del rilassamento e meditazione « Dhyana » per permettere la pace e la serenità mentale. Lo scopo è il risveglio spirituale « Samadhi ». Nonostante l’avvicendarsi delle posture cio’ che conta veramente è saper gestire la respirazione che permette gradualmente di arrivare a una modificazione dello stato di coscienza.

Yves Requena Yoga

Yves Réquéna nella pratica dello Yoga

Il Qi Gong trae origine dalla filosofia Taoista che non ha una visione « drammatica » della vita. Per i taoisti l’uomo si posiziona tra il cielo e la terra con i quali entra in risonanza, intessendo una relazione con i « Tre tesori » reciproci.  La terra possiede « l’ acqua, il fuoco e il vento », il cielo ha la « luna, il sole e le stelle », l’uomo possiede l’istinto « Jing », il respiro « Qi » e lo spirito « Shen ». Il Qi gong è quindi una tecnica di trasformazione delle varie energie ed essenze. In questo modo l’uomo capisce di non essere il « Padrone dell’Universo » e di dover trarre il suo insegnamento dalla Natura. L’uomo è invitato a trovare la felicità nelle cose terrene e a seguire le leggi della natura per la ricerca dell’Armonia. Nel Qi Gong non si cerca il distaccamento dalla vita e dalla schiavitu’ dei sensi, ma si cerca il segreto di una vita armoniosa. E’ questa la vera differenza tra lo Yoga e il Qi Gong »

Nelle due pratiche ritroviamo il concetto del « distaccamento» ?

« Si ma in maniera differente. Nel Qi Gong non parliamo di « distacco » come gli induisti o « non attaccamento » come i buddisti. Parliamo di « non agire » si tratta dell’azione priva di aspettattiva dai risultati personali.

Attraverso la pratica del non agire « Wu Wei » otteniamo un buon rilassamento che induce ad accettare e « lasciar andare » le cose cosi’ come vanno. Questo è possibile anche grazie alla meditazione che ci dà la lucidità mentale e la chiarezza dello spirito.

Qual è la differenza di pubblico tra lo Yoga e il Qi Gong ?

Lo Yoga, in generale,  è fisico e richiede una grande agilità e flessibilità. Quindi se non cominciamo piuttosto giovani la pratica potrebbe essere difficile. Non immagino qualcuno di una certa età, non allenato, mettersi in verticale sulla testa.

Il Qi Gong non ha contro indicazioni e tutti, a qualsiasi età possono praticare e seguire i movimenti sentendo fluire l’energia nel corpo.

Il suo consiglio per scegliere tra Yoga e Qi Gong ?

« Se volete allenare e rinforzare il corpo muscularmente, se desiderate una maggiore flessibilità scegliete lo Yoga.

Se volete avere un corpo forte fisicamente, mentalmente e in armonia con le energie della natura scegliete il Qi Gong. »

Yves Réquéna : Dottore francese specializzato in Agopuntura dal 1974 scopre il Qi Gong, nel 1983, pratica complementare all’agopuntura nella medicina cinese e sperimentata, come terapia per l’Aids, al «Lincoln Hospital » di New York.  Nel 1987 incontra l’equipe di Harvard con Herber Benson e David Eisenberg impegnati nella sperimentazione del Qi Gong. Il Dr Réquéna, anche grazie alla sua esperienza nello Yoga, si rende conto dell’importanza del Qi Gong e delle sue potenzialità a livello terapeutico. Da quel momento si impegna nello studio con l’aiuto dei Maestri Cinesi praticando in Cina e negli USA. Fonda in Francia (1989) la prima scuola di Qi Gong in Europa : l’Istituto Europeo di Qi Gong e consacra parte del suo tempo all’insegnamento. E’ Direttore tecnico e pedagogico nelle scuole di Qi Gong in Spagna, Svizzera, Portogallo, Argentina e Messico. E’ chiamato per insegnare in Italia, USA, Belgio, Colombia e Brasile. I suoi video sono diffusi negli Stati Uniti, Europa, America Latina e Quebec.

Que choisiriez-vous : le yoga ou le Qi Gong ?

Quelle est la différence entre le Yoga et le Qi Gong ? Pourquoi choisir une pratique ou l’autre ?

Cette question, on me la pose souvent et c’est pour ça que j’ai décidé d’approfondir l’argument en interpelant une autorité sur le sujet. J’ai rencontré Yves Réquéna, Directeur de l’Institut Européen de Qi Gong, et notre conversation s’est déroulée pendant des heures. De cette interview, nous pourrions écrire un livre mais nous avons décidé d’aborder les macro-différences entre les deux pratiques.

« Entre le Yoga et le Qi Gong Il y a beaucoup de similitudes et très peu de différences mais pourtant ce n’est pas pareil. Les deux pratiques ont le but de faire circuler le souffle « Prana » dans le Yoga et « Qi » dans le Qi Gong, pour dissoudre les barrages d’énergie et favoriser le bien-être et la lucidité. Ces disciplines servent à prendre conscience du corps et de la respiration, permettant d’améliorer la vie au quotidien. Les points en commun sont « le lâcher prise », surmonter et modifier son état de « personne conditionnée », libérer la conscience et parvenir à la sagesse » nous explique le Dr. Réquéna.

Que signifie le nom Yoga et Qi Gong ?

« Le Yoga, avec sa racine « joug », signifie « union ». Le nom d’origine du Qi Gong est « Dao In » qui signifie « faire circuler le Qi en conscience », « Dao » est le chemin et « In » conduire. Dans le Yoga on fait circuler le souffle avec des postures fixes. Dans le Qi Gong on fait circuler le Qi avec des mouvements et avec le « Yi » qui signifie « intention ». C’est une démarche spontanée et naturelle. » 

Avant de vous consacrer au Qi Gong, vous avez beaucoup pratiqué le Yoga. Racontez-nous votre expérience !

« J’ai commencé à pratiquer le Yoga à 20 ans et j’avais cette vision mystique du retrait. Je fantasmais sur trois choses : être végétarien, l’abstinence sexuelle et partir en Inde dans un Ashram … mais je n’en ai réalisées aucune. Quand j’ai rencontré le Qi Gong, j’ai eu un coup de foudre et cette recherche de l’harmonie dans la nature m’a conquis.

Pour revenir au Yoga, il y a des postures qu’on maintient en fonction de l’entrainement, de sa souplesse et de sa force. L’avantage est que ça développe la souplesse, l’inconvénient est que cette pratique est en fait un circuit fermé, exactement comme la philosophie indienne. On est centré sur notre corps et à priori on n’est pas en communication, en tous cas volontaire avec la terre, le ciel, les étoiles.

Sur la base de mon expérience, je peux dire que le fait de pratiquer le Yoga, ça ouvre ; mais pas par la posture et si je me trompe, j’aimerais bien recevoir les avis contraires des enseignants de Yoga.

J’ai commencé à pratiquer le Yoga quand j’étais à la faculté de lettres modernes à Nice, avant de me rediriger vers médecine. Je pratiquais tous les matins sur la plage en communion avec la nature mais pendant les postures, je ne m’occupais ni du ciel et ni de la terre. Je dis que ça ferme pendant le travail et après ça ouvre les perceptions et la sensibilité.

Dans le Qi Gong, la plupart des postures sont en mouvement et la respiration accompagne ces mouvements qui sont répétés plusieurs fois. Quand nous inspirons le Qi vient de l’extérieur donc de la nature, quand nous expirons nous relâchons l’énergie usée. Ainsi le corps tout entier est en harmonie car l’énergie circule entre lui et la nature. Les répétitions des mouvements sont une autre grande différence par rapport aux postures statiques du Yoga. Le Qi Gong agit aussi sur la souplesse mais d’une façon un peu moins intense et intentionnelle. On laisse plutôt faire le mouvement, trouver la posture juste ».

Dans les fondements philosophiques et théoriques nous trouvons les différences?

 « L’un des aspects les plus attrayants du Yoga et du Qi Gong est situé dans leurs fondements philosophiques où nous trouvons les premières différences. Le Yoga doit ses lettres de noblesse aux Yoga-Sutra de Patanjali (IIème siècle av. J.C.) et son contexte philosophique est l’Ayurveda, l’hindouisme et le bouddhisme. Le Yoga Sutra de Patanjali a pour but la contemplation et l’éveil spirituel pour s’extraire du monde car la vie réelle est une illusion.

Le Hatha–Yoga est une forme plus tardive de Yoga, élaborée versle XIIème siècleap. J.C. et recherchant la perfection corporelle comme moyen d’accès à la libération spirituelle. Les techniques de Yoga sont utilisées pour garder le corps en bonne santé et l’esprit calme avec la méditation.

Le chemin d’origine proposé par Patanjali était formé de huit étapes :

  1. « Yama » pourles devoirs moraux élémentaires envers les autres comme envers soi-même,
  2. « Niyama » pour se discipliner et se mesurer dans la pratique quotidienne
  3. « Asana » pour la posture stable et agréable
  4. « Pranayama » pour la discipline du souffle
  5. « Pratyahara » pour l’harmonisation
  6. « Ekagrata » pour la concentration
  7. « Dhyana » pour la méditation
  8. « Samadhi » pour l’état d’unité et la contemplation profonde.

Maintenant un cours de Hatha–Yoga se compose de postures (Asana) plus ou moins difficiles rythmées par la respiration. La maitrise du souffle (Pranayama), la concentration (Ekagrata), la relaxation et la méditation (Dhyana) font évoluer l’élève vers la paix mentale et vers la sérénité. Le but est la recherche de l’éveil (Samadhi). Même s’il y a beaucoup de postures, ce qui compte est la maitrise du souffle (Pranayama) qui amène graduellement à des états de modification de conscience. Le but est de se rapprocher de la libération spirituelle, de la purification de la conscience pour se retirer des sens.

La base du Qi Gong vient de la philosophie Taoiste qui n’envisage pas la vie de façon dramatique. Pour le Taoisme, l’homme est placé entre la terre et le ciel. C’est une relation avec les 3 trésors de la terre (eau, feu, vent) et du ciel (lune, soleil, étoiles). L’Homme, placé au milieu, possède lui-même 3 trésors : l’essence (Jing), le souffle (Qi) et l’esprit (Shen).

C’est une correspondance, une résonnance mutuelle, entre l’homme, la terre et le ciel. Cette relation fonctionne quand l’homme réalise qu’il n’est pas le maitre de l’Univers mais que c’est la nature, sa source de sagesse et d’enseignement. Donc l’homme est invité à trouver le bonheur sur terre et à suivre les lois de la nature (les saisons) qui sont la voie naturelle dans la recherche de l’Harmonie. Dans le Qi Gong, on ne cherche pas le retrait des sens et de la vie, mais on recherche l’harmonisation. C’est ça la vraie différence entre le Yoga et le Qi Gong.”

Dans les deux pratiques on retrouve le « lâcher prise » ?

“Oui, mais de façon différente. Dans le Qi Gong, au lieu de parler de « détachement » comme les hindouistes ou de « non attachement » comme les bouddhistes, on parle de « non agir » (Wu Wei) : c’est l’action dénuée des résultats personnels. Avec la pratique du « Wu Wei », on arrive à une certaine relaxation et au lâcher prise. Tout cela est possible avec la méditation qui nous donne la lucidité mentale et la clarté d’esprit.”

Qui peut pratiquer le Yoga et le Qi Gong ?

“Le Yoga a des postures plutôt physiques qui demandent une grande agilité et souplesse ; si on ne commence pas très jeune, c’est plutôt difficile. Je ne vois pas une personne pas entrainée et âgée se mettre sur la tête.

Le Qi Gong lui, n’a pas de contre-indications et toute personne de tout âge peut tout de suite suivre les mouvements, percevoir selon son niveau de conscience l’énergie circuler en harmonie avec la nature”.

Votre conseil pour bien choisir ?

“Si vous voulez entrainer et renforcer votre corps musculairement, si vous désirez avoir beaucoup de souplesse, pratiquez le Yoga.

Si vous voulez avoir un corps fort physiquement et mentalement et en harmonie avec les énergies de la nature, pratiquez le Qi Gong”

Yves Réquéna : Médecin français spécialisé en acupuncture dès 1974, découvre le Qi Gong, en 1983, gymnastique chinoise utilisée par les médecins chinois au côté de l’acupuncture et expérimentée dans le sida au Lincoln Hospital à New York. Il rencontre l’équipe de Harvard en 1986 qui planche sur ce sujet notamment Herbert Benson et David Eisenberg le chargé de recherche sur le Qi Gong à Harvard. Ces rencontres, ainsi que son expérience antérieure du yoga lui font réaliser toute l’importance du Qi Gong pour la médecine, dans le futur. Il n’a de cesse alors de pratiquer et d’étudier le Qi Gong auprès de 15 maîtres chinois de Qi Gong au cours de voyages successifs en Chine, aux USA. Il fonde en 1989 la première école de Qi Gong d’Europe et donc de France, l’Institut Européen de Qi Gong, et consacre désormais une partie de son temps à l’enseignement du Qi Gong. Il est directeur technique et conseiller pédagogique dans des écoles de Qi Gong en Espagne, en Suisse, au Portugal, en Argentine, au Mexique et se déplace en Italie, en Belgique, aux USA, en Colombie, au Brésil où il est convié à enseigner le Qi Gong auprès des acupuncteurs, du grand public et des artistes. Ses livres et vidéos sur le Qi Gong sont publiés et diffusés aux Etats-Unis, en Angleterre, en Allemagne, en Autriche, en Espagne, Italie, Argentine, au Portugal, Mexique et au Québec.

 

 

 

Caterina Luchetti
Caterina Luchetti

Insegnante di Qi Gong, Meditazione e Life Coach. Sono Marchigiana e vivo a Nizza da oltre 11 anni. Il mio percorso è il risultato di tanti incontri e di una sola morale « Nulla accade per caso ».
e-mail: caty.slowlife@gmail.com

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