Greta Thunberg e la sindrome di Asperger

E’ l’estate del 2018 quando Greta Thunberg, studentessa eccellente, invece di andare a scuola si presenta davanti al Parlamento svedese, a Stoccolma, con il cartello “Skolstrejk för klimatet” (“Sciopero scolastico per il clima”). Dopo le elezioni politiche svedesi, Greta Thunberg torna a scuola, assentandosi comunque ogni venerdì della settimana, per proseguire la sua protesta davanti alla sede del Parlamento.  

Fee.org

Indubbiamente dal punto di vista mediatico questa ragazza timida, a tratti scontrosa e gelida nello sguardo, è divenuta così tanto popolare e la sua battaglia ha avuto un eco mondiale ma, inevitabilmente, sono arrivate anche molte critiche. Paradossalmente non tanto sul tema del Global Warming che Greta con determinazione usa a mo’ di clava contro i governanti di tutti i paesi accusati di immobilismo.

Greta Thunberg è stata attaccata soprattutto per la sua sindrome di Asperger, lieve forma di autismo diagnosticato qualche anno fa. Sono state usate espressioni come: “… Fissata, ritardata, psicopatica o compulsiva”.

Un po’ come dire che tutto quanto andava dicendo era solo frutto della sua malattia mentale, follia, quindi parole di una poveretta, sicuramente manipolata dagli adulti.

E’ facile osservare in questi soggetti iper-sensibilità a livello sensoriale, poca capacità di gestione ed espressione delle emozioni, un rapporto iper-razionale con il mondo, comportamenti rigidi, ossessivi o stereotipati per controllare l’ansia. Soprattutto sono persone che faticano ad adattarsi e gestire situazioni sociali che risultano per loro stressanti e di difficile comprensione. In qualche modo il mondo che osservano e percepiscono le persone Asperger è diverso da quello che percepiamo noi cosiddetti “normali”.

Ma cos’è la sindrome di Asperger? 

Questa sindrome fa parte dei “disordini pervasivi dello sviluppo”, ovvero malattie che riguardano il comportamento e la socialità. Si manifesta nei bambini fra i 4 e gli 11 anni di età ed è più frequente nei maschi. Prende il nome dal pediatra viennese Hans Asperger, che all’inizio del Novecento descrisse il comportamento di quelli che egli stesso definì “piccoli professori”, ovvero bambini dal carattere solitario, goffi nei movimenti, che stavano spesso isolati dai loro coetanei e avevano difficoltà a comunicare e a relazionarsi con gli altri, ma che, al tempo stesso, coltivavano i loro interessi (musica, scienza, letteratura, matematica, collezionismo) con una dedizione particolare, fino a diventare dei veri e propri esperti.

Già a otto anni Greta ha cominciato a preoccuparsi dell’ambiente che è divenuto il suo speciale interesse. Attraverso il suo modo di vedere il mondo, ha colto le enormi contraddizioni delle persone “normali” rispetto al tema. La storia di Greta ha anche un risvolto drammatico infatti all’età di 11 anni, dopo una paralizzante depressione, smette di parlare e di mangiare e perde oltre 10 Kg. I medici che la visitano in questa triste fase della sua vita fanno la diagnosi di Sindrome di Asperger, oltre ad un disturbo ossessivo-compulsivo e mutismo selettivo. 

Scrive Greta: “Per quelli di noi nello Spettro, quasi tutto è bianco o nero. Non siamo molto bravi a mentire, e di norma non desideriamo partecipare a quelle trame sociali a cui il resto di voi sembra appassionarsi tanto. Sotto molti punti di vista, trovo, siamo noi autistici quelli normali, e che il resto del mondo sia piuttosto bizzarro, specialmente quando di tratta della crisi ambientale, con tutti che parlano del climate change come di una minaccia esistenziale, il problema più importante di tutti, e malgrado ciò vanno avanti come se niente fosse. Non riesco a capacitarmene, perché se le emissioni devono essere fermate, allora le dobbiamo fermare! Per me, questo è bianco o nero. Non ci sono zone grigie, con la sopravvivenza in gioco. O progrediamo, come civiltà, oppure no. Dobbiamo cambiare.” 

Scrive ancora Greta in un tweet: “Prima di iniziare gli scioperi a scuolanon avevo energia,non avevo amici e non parlavo con nessuno. Mi sedevo da sola a casa, con un disturbo alimentare. Tutto ciò è sparito ora, poiché ho trovato un significato, in un mondo che a volte sembra superficiale e insignificante per così tante persone”. 

Certo essere figlia di una famosa cantante svedese le ha dato molta visibilità, ma ciò non basta a spiegare il “fenomeno” Greta. La ragazza ha trovato un senso ed un significato per la sua azione e talvolta in modo ossessivo ci ricorda che noi cosiddetti “normali” facciamo cose assolutamente “anormali”…

Massimo Felici
Massimo Felici

Di formazione Psicologo e Psicoterapeuta ho lavorato per molti anni a Milano sia nel mio studio privato che presso Comunità per adolescenti ed Associazioni Onlus milanesi. Sin dall’inizio della mia professione mi sono interessato alle tecniche corporee come il Training Autogeno ed alla bioenergetica, intese come integrazione alla psicoterapia “tramite la parola”.
e-mail: massimofelici52@gmail.com

Find me on: Web | Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *