Guarire con l’agopuntura

L’agopuntura indaga sull’origine e oggi è una risposta, più’ che valida, alla malattia.

Cosi’ assicura Antonio Turetta, esperto di agopuntura, che si accosta all’antico metodo terapeutico della medicina tradizionale cinese a soli 18 anni.

Il padre ha l’Alzheimer e la medicina tradizionale non trova risposte. Niente appare adeguato né in termini di contenimento né di indagine sulle cause di una malattia tanto invalidante.

E’ invece l’agopuntura a fornire la risposta più funzionale alla tranquillità del padre.

«Solo il trattamento di agopuntura sembrava lenire il suo stato confusionale – spiega il dottore – ed io piano piano rivedevo l’uomo che conoscevo prima della malattia. Ne rimasi colpito e fu da allora che decisi di iscrivermi a medicina. La direzione del mio percorso divenne chiara»

L’agopuntura si basa sull’inserimento nella pelle di aghi sottili. Non si limita alla cura del sintomo ma indaga sull’origine per una diagnosi corretta della malattia.

Antonio Turetta, nel suo studio a Milano

Ed è ancora l’effetto dirompente della pratica sui suoi pazienti che continuare a sorprendere per primo Antonio Turetta.

Da oltre 30 anni interviene sulle malattie e dichiara:

«lo scetticismo è il miglior alleato di chi si accosta all’agopuntura – spiega Turetta – molti pazienti vogliono continuare anche dopo la scomparsa del sintomo. Questo francamente non lo ritengo necessario, perché il percorso muove dall’indagine della causa. E’ un vero e proprio lavoro di ricerca.

Il paziente è il centro di una disciplina medica che si integra con molte altre competenze. Oggi il mio nuovo studio – di fronte al tribunale di Milano, in via Freguglia – si avvale anche della competenza di Stefano Tassin, medico esperto in neuro-riabilitazione»

L’agopuntura, che col tempo è diventata uno stile di vita, accoglie schiere sempre più numerose di pensatori. Si smonta negli anni il sospetto che questa pratica non arrivi laddove la medicina tradizionale da tempo indaga.

Nonostante la pretesa di mettere le due discipline in antitesi, per Antonio Turetta questo tema resta un falso problema. 

«Sono nato in Occidente dove ho incontrato un sapere che semplicemente è nato altrove. E’ la medicina tradizionale che mi ha portato alla medicina cinese, ho imparato che è proprio il permettere che la vita accada ad aumentare la competenza umana»  

Lo stato di vulnerabilità e paura a cui la malattia espone l’essere umano deriva da una situazione di alterazione dell’energia.

Qualcosa cambia il flusso delle energie e rompe lo stato di equilibrio: la medicina cinese lo afferma da 5 mila anni.  

«Le principali cause di indebolimento del nostro corpo sono dovute a fattori psichici, ambientali o alimentari. Anche le emozioni ne fanno parte sono come fenomeni psicologici difficilmente controllabili. – afferma Antonio Turetta –

Quando però un’emozione si ripete troppe volte in breve tempo oppure quando non riesce a esprimersi, accade qualcosa. Un accumulo che si presenta nell’organismo come qualcosa di eccedente.

Per la medicina cinese a ogni emozione corrisponde un organo e ogni eccesso espone a una vulnerabilità. 

Ecco allora che l’attacco di collera nuoce al fegato e alla cistifellea. I dolori affettivi e i lutti consumano l’energia del cuore. I pensieri ricorrenti e le preoccupazioni impediscono le funzioni dello stomaco e della milza. La tristezza, i rimpianti, le inquietudini indeboliscono i polmoni e l’intestino mentre la paura e il panico svuotano l’energia dei reni»

Ed è proprio la paura, secondo Antonio Turetta, a esporci ad una maggior vulnerabilità.

«Lavorare alla fonte della paura, che a sua volta ha molte fonti, è indispensabile. La scienza oggi è in grado di spiegarlo chiaramente. – precisa Turreatta.

Ho cominciato davvero presto ad appassionarmi alla funzione della sinapsi. Questo punto meraviglioso di congiunzione tra neuroni, in cui avviene il trasferimento d’informazioni, è anche il sito dove avvengono tutti i fenomeni di plasticità. Qui accadono i fatti che sono alla base dell’apprendimento e della memoria. E’ anche il sito dove, quando avviene qualcosa di sbagliato, si può generare una malattia.

Il mio percorso clinico attraverso l’agopuntura oggi rappresenta questa sintesi:  contrastare la vulnerabilità dei nostri organi, centro di raccolta e di distribuzione delle energie»

Completamente distante dal dibattito su una sanità che oggi si flette su un modello emergenziale, Antonio Turetta è convinto che si debba seguire un flusso naturale.

Un’inclinazione al cambiamento in cui ognuno deve partire da sé ma tutto è collegato e il flusso è continuo.

«E’ il momento di ripartire, lo insegna il ciclo vitale uomo natura, la biologia dimostra che se l’organismo umano per qualche ragione si indebolisce è più facilmente attaccabile da virus e batteri. – precisa Turetta .

Il cervello e i neuroni, oggi lo sappiamo, sono i responsabili: un errore di trasferimento genera la malattia, dall’Alzheimer all’autismo, la scienza lo conferma.

Sono convinto che Einstein se oggi fosse vivo sarebbe dedito alle neuroscienze. L’intervento che l’agopuntura oppone alla fragilità muove oggi certamente da un osservatorio privilegiato, messo a sistema tra scienza e saggezza millenaria, in un’azione integrata.

Ridimensionare la paura significa riportarla alla sua funzione strumentale originaria: quella di difesa»

Anna Maria Turra
Anna Maria Turra

Scrivo per lo più per farmi largo, sono un’accumulatrice seriale di cose e dettagli, amo ridere anche se spesso e a mia insaputa mi ritrovo in lacrime. Ho pochi difetti ma alcuni sono davvero memorabili. Ghost writer tra narrativa, moda e discorsi di esponenti della politica extraparlamentare, quel che più mi rappresenta è la scrittura di monologhi comici.

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