La rentrée scolaire

Da metà agosto qui in Francia è iniziato il tormentone della rentrée scolaire, ovvero la ripresa dell’anno scolastico di ogni ordine e grado nel Paese, con tutto quello che ne consegue.

La rentrée scolaire è un classico marronnier” (ippocastano) giornalistico:

© XAVIER LEOTY / AFP

“Marronnier” è un reportage di poca importanza di un fatto o avvenimento già ben conosciuto ed affrontabile, trattato come fosse una novità. Nel caso in esame i poveri allievi (e le famiglie) dovrebbero fare fronte alla rentrée scolaire come se fosse la prima volta che accade, naturalmente con angoscia.

L’equivalente inglese è la parola “evergreen”, sempre verde, come dire che non si butta mai via niente e la si utilizza per riempire le pagine dei giornali o dare notizie alla televisione.

Un evento di per se normalissimo e che si ripete da decenni e che tutti noi abbiamo vissuto, quale che sia il paese di nascita o in cui abbiamo vissuto, assume la ribalta di giornali, televisioni, dibattiti pubblici, incontri tra genitori ed insegnanti, con annesso codazzo di polemiche, contrasti, precisazioni, proteste ed interviste al Ministro.

Altri esempi di “marronnier” sono : le previsioni meteo, le partenze intelligenti per le vacanze, i saldi, le feste di fine anno e le diete relative, il mercato dell’immobiliare, le code sulle autostrade…

Quando andavo a scuola la “ripresa” non era certo argomento di dibattito e alla televisione si indicavano solo le date a mò di informazione. L’unica difficoltà era rappresentata dalla ricerca dei libri di testo per la scuola, regolarmente in ritardo di stampa e con aumento di costo, anche se ovviamente si parlava di prezzi praticamente uguali all’anno prima. Per aggirare gli aumenti erano nati i mercatini di libri usati, in tutte le città italiane, momenti simpatici di scambio tra i ragazzi e di risparmio per le famiglie. Per andare a scuola ci si organizzava con i compagni, spesso in bicicletta, un elastico per tenere assieme i libri e via a scuola.

Alle elementari andavo a piedi, accompagnato dai genitori per i primi giorni, poi da solo con altri compagni di classe, alle medie in bicicletta (unico problema non farsela fregare), al liceo in tram con la (mitica) cinghia elastica che teneva i due-tre libri che mi servivano quotidianamente.

Cinghia elastica per libri. Foto: museo del libro

Genitori non se ne vedevano mai se non quando c’era un problema serio, tipo sospensione da scuola, e allora erano guai. Essere sospesi poi più di tre giorni voleva dire perdere l’anno scolastico, senza se e senza ma.

Non capisco cosa possa essere successo.

Perchè un evento normalissimo viene presentato come una partenza per le armi, con genitori affranti intervistati alla televisione e bambini che hanno delle cartelle (pardon zaini) che sembrano quelli dei militari in partenza per l’Irak?

I supermercati hanno reparti pieni di zaini, cartelle, astucci, quaderni ed altri accessori FIRMATI ed ASSOLUTAMENTE NECESSARI pena la crisi isterica del bambino-ragazzino.

Il nostro ragazzino-soldato equipaggiato di tutto punto può ora partire per la guerra, dotato naturalmente dell’ultima diavoleria tecnologica per essere reperibile come i piloti da caccia che dovessero cadere dietro le linee del nemico: il telefonino, anche se ancora non satellitare (costa assai e il canone è proibitivo).

E poi genitori che accompagnano il loro bambino/a sul portone della scuola, con il fazzolettino bianco e lacrime di rito ed ingorghi di auto e SUV nelle stradine davanti alle scuole sovente con alterchi tra i passanti e gli automobilisti per l’intralcio alla circolazione.

Come spesso accade l’angoscia alberga più nell’animo dei genitori che poi la passano ai loro figli che diventano capricciosi, scorbutici ed esigenti. Cari genitori tornate a vivere la “ripresa scolastica” come un bel momento, frequentare la scuola permette ai ragazzi di apprendere si, ma soprattutto socializzare, e non sempre è facile, ma essenziale per la loro crescita e per renderli adolescenti felici. Anche lo zaino dell’anno passato va bene, non cadiamo nella trappola di chi vende prodotti scolastici “ultima moda” come se fosse necessario (se non ai loro fatturati in costante crescita).

Altro “marronnier” appena passato è il Baccalauréat (la maturità francese), televisioni e giornali erano pieni di consigli, suggerimenti ed avvertenze per tale “drammatico” evento. Ecco cosa ho sentito dire da un medico intervistato da un diffuso network televisivo:

... Bere apposite bevande con elettroliti (costose guarda caso), dormire prima degli esami (!), fare ginnastica ed esercizi anti-stress, stare in ambienti freschi e confortevoli per studiare, mangiare leggero e soprattutto frutta e verdura…

Ma dai! Ai miei tempi si faceva la vita di sempre anche prima degli esami, si mangiava e beveva. Gli orali erano a luglio avanzato con un caldo bestia (parlo di Milano) e si andava a bere in cucina dal rubinetto. Chi era stato attento e studioso passava la maturità bene e chi aveva fatto il furbo, con la sufficienza, il famoso 36 su 60. Fine, nessun morto o ferito per la maturità.

Massimo Felici
Massimo Felici

Di formazione Psicologo e Psicoterapeuta ho lavorato per molti anni a Milano sia nel mio studio privato che presso Comunità per adolescenti ed Associazioni Onlus milanesi. Sin dall’inizio della mia professione mi sono interessato alle tecniche corporee come il Training Autogeno ed alla bioenergetica, intese come integrazione alla psicoterapia “tramite la parola”.
e-mail: massimofelici52@gmail.com

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