La solitudine: chi contattare e come dare una mano

Quanto pesa la solitudine ? Tanto piu’ nelle feste natalizie dove la famiglia si riunisce. Come uscirne e come contattare le Associazioni d’aiuto per le persone anziane o con parenti troppo lontani.

« Non mi sento poi tanto sola » mi confida la Signora Simone « I miei figli fanno quello che possono hanno la loro vita e la mia ormai è giunta al capolinea »

Cosi’ la Signora Simone, 93 anni, mi accoglie in casa ogni mattina per le sue cure quotidiane col  volto rugoso e velato dalla sofferenza offrendomi il secondo caffé, quello che mi fa aprire meglio gli occhi.

“So cosa significa darsi da fare per il prossimo anche se ormai non ho più le forze che mi accompagnano. La solitudine è una brutta bestia e va combattuta” sottolinea la Signora Simone che può’ vantare un passato da crocerossina durante la Seconda Guerra Mondiale

Così mi scorrono in un lampo tante situazioni che incrocio ogni giorno durante le mie cure a domicilio. Persone, anche in salute, ultra ottantenni sopravvissuti ad amici cari, parenti o purtroppo persino figli, destinati a convivere con lo spettro della Solitudine.

I miei pazienti mi raccontano una vita densa di vicissitudini e con attimi di reale felicità eppure la solitudine affiora tempestiva, puntuale e anche un po’ sgradevole. Si insinua, piano piano,  nell’ animo di coloro che per vari motivi non riescono o non vogliono più contrastarla.

La solitudine non riguarda solo i periodi delle feste ma puo’ essere una condizione molto dolorosa che non va presa alla leggera.

Ecco i segni da non sottovalutare:

  • perdita di autonomia: si può tradurre tanto come una forma di adattamento quanto un fallimento adattivo.

 

  • disturbi alimentari : sono patologie complesse che portano la persona ad avere un rapporto distorto con cibo, peso e immagine corporea

 

  •  stress: in risposta fisica e psicologica alle richieste e/o pressioni provenienti dall’interno o dall’esterno

 

  • ansia: uno stato di allerta e attivazione che ci orienta verso la ricerca di soluzioni.

 

  • depressione: rientra tra i disturbi dell’umore, ovvero condizioni che si propongono nell’arco dell’esistenza come periodi, fasi o episodi in cui dominano variazioni abnormi del tono dell’umore.

 

  •  aumento del rischio di malattie cardiovascolari: come il restringimento, l’ostruzione o l’eccessivo allargamento  dei vasi sanguigni  sono responsabili di patologie molto diffuse, come quelle coronariche cerebrali e periferiche

 

  • disturbi del sonno: il sonno è buon indicatore della salute della persona come un orologio che scandisce lo scorrere del tempo, quando è perturbato puo’ sconvolgere la nostra vita

 

  • idee suicide: rappresentazione del ricorso all’atto estremo come unica soluzione possibile ad una situazione giudicata insoddisfacente o sentita come disperata

Se riconoscete uno o più’ di questi segni non esitate a cercare aiuto. Esistono Associazioni di aiuto e di volontariato per il prossimo in grado di alleviare il senso di abbandono. Basta cercare “Associations accompagnement des personnes agées” e reperire quelle presenti nella vostra città.

Il termine volontariato “benevolat” in francese deriva dal latino  “benevolus”, che proviene da buona volontà e  designa un’attività di servizio verso il prossimo di propria iniziativa e senza remunerazione. Il volontario consacra il proprio tempo libero ad un attività che gli interessa o che desidera sostenere.

Basta una telefonata per trovare volontari  e aderenti a un’Associazione con cui parlare. E’ possibile  ricevere delle visite regolari anche da personale medico formato, essere accompagnati in uscite, week-ends, mostre, brevi viaggi, feste e pranzi.

Esistono diversi modi per uscire dalla solitudine.

Allora se vi sentite soli non esitate a cercare aiuto. Se, invece, siete pieni di forze e attivi date una mano agli altri aderendo come volontari alle Associazioni e regalate abbracci, positività e attenzioni.

Ecco qualche indirizzo utile:

Association Jalmav nice  Côte d’Azur

Délégation du Vaucluse – Avignon

France Bénévolat Marseille

 

 

 

 

 

Elisabeth Giannone
Elisabeth Giannone

Si dedica all’assistenza domiciliare in libera professione che integrerà a breve con prestazioni di carattere estetico e cosmetico. Di formazione classica, seguita da studi in Agente di Viaggio Accompagnatore turistico, ha risposto al richiamo per il sociale. Ha intrapreso la carriera paramedica con specializzazione in chirurgia oncologica (strumentista di Blocco Operatorio) e emergenza urgenza. Oggi opera a Nizza nel suo “Cabinet paramedica” come infermiera – Cadre de santé formateur – Urgentiste
D.U.: Plaies Cicatrisation et Brûlures. Email: elisabeth.giannone@sfr.fr

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