L’alba dell’umanità: l’aggressività

Ricordate le scene iniziali del meraviglioso film di Kubrick, 2001 Odissea nello spazio?

Dapprima alcuni scimpanzè uccidono altri animali per mangiare, poi uno di loro per caso si trova tra le mani un lungo osso che utilizza come arma e comincia a colpire delle prede. Poi però in un confronto tra due tribù, che poteva finire nel solito modo “ritualizzato” e incruento, quella stessa scimmia usa l’osso come arma e colpisce sino ad uccidere un altro scimmione…. Questa parte iniziale del film Kubrick l’intitola: “L’alba dell’umanità…” Sono immagini forti e metaforiche e vien da chiedersi che c’entrano gli scimmioni con gli umani?

Lasciamo un attimo il film di Kubrick e passiamo ad un famoso etologo: Konrad Lorenz. Lorenz è molto noto per il suo saggio del 1963 sull’aggressività negli animali, che lui definisce: “Il cosiddetto male”.

Lorenz ci ricorda che se l’aggressività è rivolta a membri di un’altra specie come nella caccia alla preda per cibarsi, ciò è ben comprensibile. Quando, invece, sono individui della stessa specie ad aggredirsi, dobbiamo porci delle domande. Lorenz inoltre studia i comportamenti aggressivi ritualizzati per cui due animali della stessa specie (sovente maschi) combattono furiosamente tra loro per difendere il loro territorio o per riprodursi, senza però uccidere il rivale. La ritualizzazione sta nel fatto che ad un certo punto il “perdente” si arrende ed anziché essere ucciso dal vincitore, può ritirarsi con la “coda tra le gambe”. Abbiamo esempi di questi combattimenti “non cruenti” in quasi tutte le specie animali e, tutto sommato, anche nell’animale uomo. Molto spesso in battaglia quando il nemico si è mostrato vinto e vulnerabile in “mano nostra”, è stato risparmiato ed ha avuto la salva la vita. Se la maggior parte degli esseri umani trascorre la sua vita senza compiere atti aggressivi di rilievo (fortunatamente) purtroppo però tra guerre, rivolte, omicidi e violenze il panorama dell’aggressività umana tocca vertici che abbiamo difficoltà a comprendere. E’ vero che disponiamo di armi dal potere distruttivo enorme, che troppo spesso viviamo in situazioni conflittuali politiche o sociali oltre che di sovra-popolazione, fonte certo di frustrazione tale da innescare od accelerare comportamenti aggressivi singoli o di gruppo. Del resto anche gli animali posti in condizioni di stress, in cattività o in sovrannumero, sviluppano comportamenti aggressivi non più ritualizzati ma volti ad uccidere animali della stessa specie percepiti come “nemici” da eliminare. La violenza di massa (o la guerra) sicuramente ha a che fare con meccanismi più complessi e motivazioni socio-politiche o religiose che vanno oltre gli aspetti citati, ma sconvolge sempre conoscere storie di persone che si sono arrogate il diritto di decidere chi poteva vivere o morire senza apparente senso di colpa.

Ecco, proprio il senso di colpa ci caratterizza come esseri senzienti ed umani, in grado di pensare al male che possiamo fare anziché agire e colpire.  Il senso di colpa che a molti appare come un fardello cattolico che rende la vita emotiva più complessa, ed in parte è vero, ci consente però di “tenere a bada” pulsioni ed istanze aggressive che magari sfoghiamo nei nostri sogni o nei pensieri senza però giungere ad agire tale aggressività.

Torniamo al film di Kubrick, il regista ci fa ben capire che mostra degli scimpanzè ma si riferisce agli umani e che al confronto “ritualizzato” ed incruento, complice l’utilizzo dell’osso come arma, ora in quanto umani possono decidere di uccidere, ed uccidono un essere della loro stessa specie, in questo caso per motivi di territorio, senza provare alcun senso di colpa…

Massimo Felici
Massimo Felici

Di formazione Psicologo e Psicoterapeuta ho lavorato per molti anni a Milano sia nel mio studio privato che presso Comunità per adolescenti ed Associazioni Onlus milanesi. Sin dall’inizio della mia professione mi sono interessato alle tecniche corporee come il Training Autogeno ed alla bioenergetica, intese come integrazione alla psicoterapia “tramite la parola”.
e-mail: massimofelici52@gmail.com

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