L’anello gastrico ipnotico

Nella mia esperienza clinica sovente ho incontrato persone obese che erano ricorse all’intervento chirurgico di bendaggio gastrico per tentare di ridurre drasticamente il loro peso corporeo.

Photo: Fernando Botero – Manhattan Arts

All’iniziale entusiasmo per il risultato positivo, ha fatto poi seguito una cocente delusione dato che le persone tendono a riprendere il loro peso iniziale. E’ vero, la persona non riesce più a mangiare grandi quantità di cibo ma può mangiare in continuazione e fare passare dal “piccolo buco” del suo stomaco di tutto. Risultato finale: frustrazione e rabbia che spesso fa mangiare di più…La psicologia può venire in aiuto a tali persone con una tecnica molto interessante utilizzata da anni in paesi tra cui Italia e Francia: l’anello gastrico ipnotico. Abbiamo chiesto alla psicoterapeuta Celine Lostia, che ha il suo cabinet a Nizza, in cosa consiste tale tecnica. Celine ci spiega che tramite l’ipnosi si induce la persona a credere che il suo stomaco abbia le dimensioni di una palla da golf impedendole di mangiare quando NON ha fame e ad avere un rapporto più salutare con il cibo. In pratica al posto dell’intervento chirurgico (invasivo e doloroso) una serie di sedute conducono il paziente ad avere lo stesso effetto di sazietà però per mezzo della suggestione ipnotica. Magia? No, utilizzo dell’ipnosi clinica da parte di psicoterapeuti preparati a tale tecnica oltre ad una selezione mirata dei pazienti. Non tutte le persone infatti possono essere trattate con l’ipnosi, sta al professionista valutare attentamente ciò prima delle sedute.

In cosa consiste la cura?

Celine ci fa capire in cosa consiste la metodica: per l’anello gastrico ipnotico si prevede un protocollo di quattro sedute oltre ad un quinto incontro per “stabilizzare” il paziente. Diciamo quindi che con poche sedute è possibile aiutare la persona ad affrontare la sua compulsione a mangiare. Va da se che spesso è utile un lavoro psicoterapeutico che vada ad affiancarsi all’anello gastrico ipnotico per sostenere il paziente nel cammino di stabilizzazione del peso e del suo rapporto “malato” con il cibo.

L’ipnotista e la paziente

Celine ci ricorda che occorre rivolgersi a professionisti non solo preparati alla tecnica specifica tramite l’ipnosi ma psicoterapeuti con adeguata esperienza e formazione. Un buon lavoro terapeutico comporta anche comprendere il valore simbolico che ha il cibo per la persona, per meglio aiutarla a recuperare un rapporto più sano con l’alimentazione. Sappiamo bene che cibo ed emozioni sono strettamente legate e va indagato questo legame per ottenere risultati duraturi per il soggetto. L’anello gastrico ipnotico può essere davvero un primo grande passo, cui debbono poi fare seguito altri passi nel segno della consapevolezza e di un ritrovato piacere del cibo.

Massimo Felici
Massimo Felici

Di formazione Psicologo e Psicoterapeuta ho lavorato per molti anni a Milano sia nel mio studio privato che presso Comunità per adolescenti ed Associazioni Onlus milanesi. Sin dall’inizio della mia professione mi sono interessato alle tecniche corporee come il Training Autogeno ed alla bioenergetica, intese come integrazione alla psicoterapia “tramite la parola”.
e-mail: massimofelici52@gmail.com

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