• Aumentare le difese immunitarie per proteggerci dal freddo e dai mali invernali è la giusta strategia …
  • La città di Nizza ha ospitato l’VIII° Congresso internazionale delle vittime del terrorismo, per …
  • Le métabolisme de base fait partie intégrante de notre dépense calorique quotidienne. …
  • Cos’è la Super salute ? E quali sono i segnali che indicano che siamo sulla …
  • Ergonomia del lavoro: una sfida di attualità

    Teresa Colombi

    Abbiamo intervistato Teresa Colombi, fondatrice di Ludotic. La sua Società si occupa di ergonomia sui luoghi di lavoro, ovvero di studiare, ottimizzare e migliorare il rapporto tra una persona e la macchina che sta utilizzando.

    Teresa, che formazione hai?

    Ho studiato a Torino psicologia del lavoro e delle organizzazioni. Già allora mi interessava l’ergonomia cioè l’interfaccia uomo-macchina. Sono entrata poi in contatto con un laboratorio di ricerca dell’Università di Nizza (specializzato in Eye Tracking) ovvero analisi dei movimenti oculari. Ho iniziato uno stage presso di loro di sei mesi mentre completavo gli studi in Francia, sino ad una tesi di dottorato sempre sull’Eye Tracking. Questa tecnologia permette di registrare i movimenti oculari di una persona per capire i suoi processi cognitivi di fronte ad uno schermo (tipo computer) o in un ambiente immersivo dato che ora abbiamo addirittura a disposizione degli occhiali con camera frontale e sensori che possiamo utilizzare per tale scopo.

    Possiamo quindi dedurre il decorso spazio-temporale di un processo cognitivo senza chiedere nulla all’utente.

    Ad esempio: se compra qualcosa su un sito di e-commerce, il biglietto del tram, si guarda attorno, legge informazioni… E’ addirittura possibile fare diagnosi di autismo, perché gli autistici hanno tendenza a non guardare le persone negli occhi, è un tratto caratteristico dell’autismo e non fanno attenzione alle cose importanti in situazioni sociali. Perché la loro attenzione è attratta da un dettaglio mentre magari due persone discutono di cose importanti e così appaiono fuori contesto, ed è possibile fare una diagnosi su bambini di pochissimi anni.

    L’Eye Tracking è nato in campo medico per i paraplegici, persone che potevano fare solo movimenti degli occhi, e così si sono create interfacce semplici tipo alfabeto per comunicare con queste persone.

    La passione per tale tecnologia mi ha portato dopo il dottorato qui a Nizza a lasciare l’ambito universitario e, dopo avere partecipato e vinto un concorso di imprenditoria giovanile all’incubatore PACA Est, nell’ottobre 2004 è nata Ludotic. Grande sfida per me e le mie colleghe di allora dato che ci sentivamo molto competenti sugli aspetti tecnici ma nessuna di noi aveva mai “venduto” un prodotto o negoziato con gruppi o società potenzialmente interessate. E’ stata un’esperienza molto formativa, ed ancor oggi al sud della Francia siamo conosciuti ed apprezzati. Altre realtà come la nostra ci sono ma a Parigi.

    Quali altre sfide avete affrontato nel corso degli anni?

    Altra grande sfida cui abbiamo fatto fronte è stato assumere collaboratori, competenti certo, ma soprattutto creare un équipe funzionante e motivata. Ora abbiamo un Direttore Commerciale, una persona per le risorse umane, oltre a tecnici preparati e appassionati del lavoro. Nel 2004 non esisteva un mercato, occorreva fare conoscere queste tecniche e mostrare il loro possibile utilizzo, convincere le persone.

    Oggi tutti vogliono la User Experience, tutti se ne occupano e si dichiarano esperti… Noi abbiamo davvero esperienza e realizzato oltre 500 progetti ma abbiamo concorrenti aggressivi sui costi e dal punto di vista commerciale.

    Chiedo a Teresa su quali progetti è ingaggiata in questo momento

    La transizione digitale, che potenzialmente concerne un gran numero di società. Ad esempio EDF, che non è una società informatica ma deve digitalizzare tutti i suoi processi tecnici, di fatturazione, del personale, di magazzino. Soprattutto l’impatto sulle persone che devono cambiare il loro modo di lavorare dopo tanti anni e non sempre sono bendisposti. Quindi come far comprendere ed accettare queste nuove tecnologie a persone che in qualche modo oppongono una (comprensibile) resistenza al cambiamento.

    Noi siamo in grado di seguire tutto il processo, dalla progettazione alla realizzazione, alla raccolta dati e loro analisi.

    Occorre anche che le interfacce siano belle, attrattive, sexy dato che il cliente vuole un’interfaccia ad effetto wow! Ora siamo 17-18 persone con competenze diverse qui in Francia. Abbiamo un ufficio a Milano dal 2008, che segue l’industria 4.0. Si tratta di industrie molto digitalizzate, trasformazioni di processi, progettazione di tool per le persone, test ed analisi successive. Ti faccio un esempio: scarpe speciali con sensori per capire se la persona è caduta a terra, si muove o meno, se è lontana da raggiungere, se è in pericolo…

    In Italia l’industria 4.0 è più sviluppata che in Francia, dato che i francesi hanno molto delocalizzato sia nel Maghreb che in paesi low-cost come il Vietnam. In Italia ci sono ancora molte officine, produttori meccanici, zone come l’Emilia, il Veneto o la Lombardia per automotive, tessile, meccanica di precisione. L’Italia industrialmente si sta attrezzando e richiede competenze cui possiamo dare risposta. Abbiamo un team di tre persone dedicate ad un cliente importante come Fiat.

    Siamo fornitori accreditati di primarie aziende industriali in Italia e questo ci permette di ben sperare per il futuro. Per contro in Francia sulla User Experience sono più avanti, sono più smart di noi italiani.

    E per il futuro cosa speri?

    Vorrei proprio che la nostra società crescesse però sempre a dimensione umana, e non è facile. Tengo molto al rapporto tra le persone ed alla loro soddisfazione. Recentemente abbiamo firmato un contratto con un’importante Società come Amadeus, leader nel suo ambito e di grande impatto nella Regione PACA, sempre sul tema della User Experience. C’è stata una gara tra poche importanti società e noi siamo riusciti ad emergere e per noi è una soddisfazione enorme. Diciamo che non mancano sfide professionali di alto livello, e noi pur se “piccoli” siamo pronti a dare il massimo in termini di qualità e passione per il lavoro.

    Grazie Teresa, buon lavoro a te e a Ludotic.

    La Redazione
    La Redazione

    Come perdere peso purificando il fegato.

    Come perdere peso purificando il fegato. View Post

    Les éléments clés pour des relations …

    Les éléments clés pour des relations de qualité View Post

    Hai paura di volare? C’è la guida di …

    Hai paura di volare? C’è la guida di easyJet View Post

    Miti da sfatare su problemi uditivi e sordità

    Miti da sfatare su problemi uditivi e sordità View Post

    Cibo buono e semplice: acciughe e pomodoro

    Cibo buono e semplice: acciughe e pomodoro View Post

    Come la pallavolo è una palestra di vita « reale »

    Come la pallavolo è una palestra di vita « reale » View Post