Ridurre l’uso del cellulare da parte dei figli, è possibile?

Il liceo San Benedetto di Piacenza è la prima scuola italiana che ha messo al bando i cellulari degli studenti (e dei professori), nelle ore di lezione.

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Si tratta di una sperimentazione partita all’inizio dell’anno scolastico 2018-2019 in accordo con il Provveditorato agli studi: all’ingresso in aula i ragazzi devono inserire il loro cellulare in un apposito contenitore che scherma il dispositivo e lo rende inutilizzabile durante le lezioni e la ricreazione.

Ma di che si tratta? Il dispositivo si chiama Yondr, è stato ideato da un ragazzo americano che lo ha pensato per impedire che il cellulare disturbi durante concerti, conferenze, nei tribunali e nelle scuole. Potete ben immaginare la reazioni degli studenti: chi si sente menomato, che vive ciò come un attacco alla sua libertà, chi vorrebbe cambiare scuola..! Solo una piccola parte di studenti pensa che questa azione abbia un valore pedagogico.
La sperimentazione di Piacenza contribuisce a mettere in luce un vero problema, ovvero quello della dipendenza di troppi giovani dall’uso del cellulare, anzi dall’abuso di questo strumento, anche nelle ore scolastiche.

Il cellulare diventa facilmente una droga della modernità

Mi diceva giorni fa Claudia: “Non riesco ad accettare che mia figlia stia sempre a guardare il cellulare, di giorno come di notte, lo ha sempre vicino, è diventata una droga, una dipendenza. Se le parlo mi risponde appena, vive in simbiosi con il suo telefonino…”
Dobbiamo proprio parlare di una dipendenza e, come per tutte le dipendenze, il primo ostacolo da affrontare è prenderne consapevolezza. In questo caso gli attori sono due: genitori e figli e visto che i figli non si pongono il problema sono i genitori a dovere fare la loro parte.

Che fare quindi?

La vita si è evoluta sulla terra anche senza i cellulari, ricordo ancora le cabine telefoniche ed i gettoni per telefonare, le contese tra fratelli per usare il telefono fisso di casa alla sera per chiamare la propria ragazza… ma siamo sopravvissuti ugualmente. Personalmente sono d’accordo nel limitare l’uso del cellulare a scuola, si dovrebbe andare a lezione per imparare qualcosa ed anche per socializzare, sia con chi ci è simpatico che chi ci è antipatico, ed anche con i professori. In questo senso il cellulare ci isola e ci porta in un mondo virtuale che se protratto a lungo si rivela alienante.
In Francia da settembre di quest’anno è proibito l’uso di cellulari e tablet dalle scuole materne sino ai collége. Segno che il problema è evidente e si tenta di fare qualcosa.
Per iniziare a contenere l’uso del cellulare, la collaborazione scuola-famiglia potrebbe essere il primo passo.
I genitori dovrebbero chiedere ai loro figli di non usare il cellulare a tavola e nelle situazioni conviviali, facendo loro capire che un po’ di frustrazione nel non essere sempre “connesi” permette di guardarsi attorno, parlare guardandosi negli occhi e magari divertirsi.
Dato che l’esempio è fondamentale, mostriamo ai nostri figli che anche noi sappiamo limitare l’uso del cellulare, utilizzandolo senza esserne schiavi. Cerchiamo di parlare di più con i nostri figli, cosa non sempre facile quando la comunicazione all’interno della famiglia è troppo spesso fatta di Sms o Tweet!

Massimo Felici
Massimo Felici

Di formazione Psicologo e Psicoterapeuta ho lavorato per molti anni a Milano sia nel mio studio privato che presso Comunità per adolescenti ed Associazioni Onlus milanesi. Sin dall’inizio della mia professione mi sono interessato alle tecniche corporee come il Training Autogeno ed alla bioenergetica, intese come integrazione alla psicoterapia “tramite la parola”.
e-mail: massimofelici52@gmail.com

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