Si può stare bene senza utilizzare i medicinali?

Il Prof. André Giordan

Il Prof. André Giordan, nizzardo (ci tiene a dirlo) è sicuramente di questo avviso. Nel 2015 ha pubblicato il libro: Trente ans sans médicaments ed. Lattés, in cui descrive la sua esperienza relativa ad una serie di gravi episodi febbrili della sua gioventù, vanamente curati da diversi medici tra Nizza e Parigi senza mai ottenere una diagnosi o miglioramento alcuno. Egli ci descrive il calvario di esami medici anche invasivi cui si è dovuto sottoporre e le ipotesi più fantasiose fornite dai curanti per dare un nome alle sue febbri. Per oltre due anni deve combattere con questi episodi febbrili violenti, che nessuna cura tiene a bada. Preoccupato per la sua salute si rivolge allora alla medicina naturale, omeopatica, agli oligoelementi, ma nulla. Unico rimedio che placa un pò gli accessi febbrili è rappresentato da un grande utilizzo di arance, suggerito dalla saggia nonna di Giordan. Demoralizzato ed impotente decide allora di “ascoltare” il suo corpo e sviluppare una strategia di guarigione. Il buon lavoro su di sè gli ha permesso di non utilizzare farmaci per alcuni decenni. Giordan ci ricorda che appena abbiamo un raffreddore, la gastrite, un pò di depressione per la fatica del vivere quotidiano, troppo facilmente ricorriamo ad un farmaco. Pensate, un francese consuma in media 48 confezioni di medicinali all’anno. In Italia meno, ma parliamo sempre di cifre elevate e spesso ingiustificate. Giordan ritiene che i farmaci dovrebbero essere utilizzati solo per le malattie gravi

Perchè non cercare le risorse dentro di sè?

Giordan si convince che invece di cercare nei farmaci la cura delle sue febbri occorre piuttosto cercare le risorse dentro di sé. Nulla di originale di certo ma l’inizio di una ricerca sugli stili di vita, il piacere del vivere stesso e l’alimentazione. Il tutto valorizzato dall’ascolto del proprio corpo, dal percepire i sintomi non come nemici da combattere ma messaggi utili per comprendere cosa non va nella persona, sia sul versante fisico che psicologico. La combinazione di questi tre ambiti gli ha permesso di connettere positivamente corpo, cervello e psiche e comprendere sempre meglio di cosa ha veramente bisogno per stare bene. Dato per scontato che il benessere non è solo assenza di malattia ma molto di più. E’ sentirsi bene nel proprio corpo e con le proprie emozioni e desideri. Sappiamo che il nostro corpo ha enormi potenzialità di auto-guarigione, se solo lo ascoltiamo e lo lasciamo lavorare bene.

A cosa dobbiamo prestare attenzione?

Per stare bene non c’è una sola ricetta ma: alimentazione equilibrata, attività fisica adeguata, passione per qualcosa e piacere. Stiamo troppo tempo legati al nostro PC o al cellulare. Camminiamo almeno mezz’ora a passo veloce, usiamo la bicicletta, facciamo le scale, nuotiamo o ciò che ci piace. Prendiamo del tempo per noi stessi, coccoliamoci nel modo che preferiamo, meditiamo, ridiamo, assaporiamo un buon pasto, un gateau, un buon bicchiere di vino o delle ostriche…
Soprattutto occorre fare pulizia nella nostra mente, scacciare pensieri negativi per dare spazio alla positività ed al sorriso. Va da se che stare con altre persone, condividere e vivere una sana relazione con gli altri è fondamentale per noi tutti. Giordan poi ci ricorda che anche gli eccessi (una festa, una piccola pazzia, un acquisto improvviso) sono “curativi”. Anche donare del tempo per gli altri è importante, siamo esseri sociali ed abbiamo bisogno di donare e di ricevere.

L’alimentazione

Giordan ci ricorda che spesso si confonde l’alimentazione equilibrata con il mettersi a dieta. Occorre mangiare di tutto senza eccessi ma evitare i piatti pronti, troppo spesso ricchi di grassi, zuccheri e sale. Giordan da estimatore della cucina sana ci ricorda che le diete di Nizza, liguri, fiorentine o sarde sono tutte buone perché abbondano in frutta e verdura. Comprendono pesce preparato con aglio, cipolla, spezie ed erbe aromatiche. L’olio d’oliva è usato come corpo grasso a freddo e si privilegia il consumo quotidiano di legumi, noci, fibre, yogurt e formaggi. Un ottimo elemento anti-stress è poi dato da un buon bicchiere di vino rosso a pasto, bevuto in buona compagnia. La sua passione per la cucina nizzarda lo porta a pubblicare nel 2013 il libro: “La cuisine nicoise à la carte”

Ma chi è André Giordan?

Insegnante, biologo, ricercatore sugli ormoni, psicologo, antropologo, epistemologo e scrittore. E’ poi nominato professore all’Università di Ginevra dove fonda il Laboratorio di Didattica e Epistemologia delle Scienze, noto a livello internazionale. Le ricerche del Laboratorio riguardano soprattutto i processi di comunicazione sociale e di apprendimento.
Giordan è molto legato al patrimonio culturale di Nizza, che desidera divulgare al massimo, soprattutto per i legami con l’Italia. Ci ricorda che la Contea di Nizza si è estesa per un certo periodo sulla parte orientale della Liguria e dipendeva amministrativamente da un regno con capitale Torino. Aggiungiamo che dal periodo Gallo-Romano fino al Rinascimento gli ingredienti peculiari della cucina locale di Nizza sono passati dalla “penisola”, soprattutto olive, insalata e pomodoro…



 

Massimo Felici
Massimo Felici

Di formazione Psicologo e Psicoterapeuta ho lavorato per molti anni a Milano sia nel mio studio privato che presso Comunità per adolescenti ed Associazioni Onlus milanesi. Sin dall’inizio della mia professione mi sono interessato alle tecniche corporee come il Training Autogeno ed alla bioenergetica, intese come integrazione alla psicoterapia “tramite la parola”.
e-mail: massimofelici52@gmail.com

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